La mia storia

alberto zoppi


LA MIA STORIA

Prato, 1999. Calcio, studi, lavoro, e la voglia ostinata di capire come funziona il mondo.

Sono nato a Prato nel 1999, secondo figlio di una famiglia normale. Ho avuto la fortuna di crescere in un ambiente sano, dove la presenza familiare e il bene ricevuto sono sempre stati impeccabili. Una delle cose più importanti che mi hanno insegnato è ad essere una persona per bene.

L’infanzia è stata semplice nel senso buono: cortili, palloni, poco schermo e molta realtà. Il tipo di infanzia in cui ti annoiavi abbastanza da inventarti qualcosa, e in cui le giornate avevano un ritmo che oggi a volte mi manca.


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Il calcio

Il mio primo amore è stato il calcio, e per un po’ è stato anche il modo principale in cui stavo al mondo. Ho iniziato al Margine Coperta, una società del territorio legata all’Atalanta. Lì ho imparato cosa vuol dire allenarsi con dedizione, rispettare chi è più bravo di te, e fare la tua parte anche quando non sei il protagonista. Poi è arrivata la Serie D con il Jolly Montemurlo, e infine la chiamata al Pisa.

Il momento più alto di quel percorso è stata senza dubbio la vittoria del campionato Allievi Nazionali U17, seguito dalla finale allo stadio Manuzzi di Cesena. L’abbiamo persa, ma ricordo ogni dettaglio di quella giornata — il campo, il rumore degli spalti, la delusione tremenda del post partita contrastata dalla sensazione strana di aver fatto qualcosa di grande anche senza aver vinto.

Non sono diventato un calciatore professionista. Non me ne sono fatto un peso. Il calcio mi ha lasciato comunque qualcosa di più profondo: l’abitudine a insistere, a fare le cose anche quando è faticoso, il piacere genuino di stare in squadra con le persone giuste.

Alberto Zoppi - calcio

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Gli studi

Ho scelto un liceo a indirizzo economico-sociale e poi ho iniziato Ingegneria Gestionale all’Università di Firenze. Sono stati quattro anni intensi, attraversati in pieno durante la pandemia: esami preparati e rimandati, giornate di studio in solitudine, domande che tornavano sempre uguali soprattutto una: “Sono davvero all’altezza?”. A un certo punto la risposta è arrivata in modo netto: Ingegneria, per me, si è fermata prima del traguardo.

È stato uno dei momenti più duri della mia vita. Accettare di non riuscire a chiudere quel capitolo, per pochi esami ma per mille motivi diversi, è stato un colpo all’orgoglio e alla fiducia. Ho dovuto fare i conti con l’idea di non essere “abbastanza”, e per un periodo mi sono un po’ perso. Proprio da lì però ho iniziato a reagire.

Mi sono iscritto a Economia Aziendale e lì ho trovato il mio posto, fino alla laurea. Non ho vissuto questo cambio come una sconfitta, ma come una correzione di rotta: non rinunciare al viaggio, ma scegliere una strada più giusta per me.

Alberto Zoppi - laurea

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Il lavoro

Le prime esperienze lavorative sono state fisiche e concrete. Per pagarmi gli studi ho lavorato in un vivaio come operaio agricolo: giornate lunghe, carichi pesanti, mani sporche di terra. Mi ha insegnato cosa vuol dire guadagnarsi ogni ora, e il rispetto per il lavoro manuale.

Poi è arrivata l’opportunità di lavorare all’aeroporto di Firenze. Sono entrato come operaio nella movimentazione bagagli e merci, e con il tempo sono stato promosso ad agente di rampa. Un ambiente in cui non puoi permetterti di essere approssimativo.

Terminati gli studi sono entrato in Giorgio Tesi Group, all’interno dell’ufficio logistico. Qui tutte le esperienze precedenti si sono incontrate in un modo che non avevo pianificato. È un lavoro in cui mi riconosco, e su cui ho intenzione di costruire.

Alberto Zoppi - lavoro

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Gli investimenti

La finanza personale è entrata nella mia vita dalla porta delle cripto valute, come per molti, con più entusiasmo che metodo. Ho seguito il rumore del mercato più dello studio, ho fatto errori, e ho imparato da quegli errori più di quanto avrei imparato da qualsiasi libro.

Nel tempo ho sempre cercato di aiutare le persone vicine a conoscere questo mondo, cosicché potessero prendere decisioni in modo più consapevole, evitando errori banali e scelte azzardate.


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Il resto

Tra lavoro, numeri e progetti, ho bisogno di spazi in cui le cose rallentano. La letteratura, il cinema e l’arte non sono hobby che porto come decorazioni — sono modi di guardare il mondo in modo meno stretto. Mi riconosco nell’idea che bellezza e rigore non siano in contraddizione.

Alberto Zoppi

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Questo blog

Questo sito è il posto in cui tengo insieme tutto questo. Non ha un tema fisso né un obiettivo editoriale preciso. È un diario aperto, scritto per il piacere di farlo, e perché scrivere, per me, è il modo migliore per capire cosa penso davvero.


— Alberto