Cosa ho imparato in un anno di investimenti (e cosa rifarei diversamente)

Non scrivo questo post per darvi consigli finanziari. Non sono un esperto, non ho un portfolio da milioni, e non ho la bacchetta magica. Scrivo questo post perché credo che l’onestà, in un mondo pieno di guru e di “ho guadagnato il 300% in tre mesi”, sia la cosa più preziosa che si possa offrire.

È passato un anno da quando ho iniziato seriamente a fare i conti con il mio rapporto con i soldi. E in questo tempo ho imparato cose che nessun corso online mi aveva mai detto davvero. Alla fine del 2025 mi sono seduto con il mio taccuino e ho scritto i numeri. Eccoli.


Il bilancio al 31 dicembre 2025

Ogni trimestre mi siedo e rivedo la situazione — 31 marzo, 30 giugno, 30 settembre, 31 dicembre. È una delle poche abitudini finanziarie di cui sono soddisfatto. Al 31 dicembre 2025, la mia situazione era questa:

CategoriaPiattaforma% del patrimonio
Piano di Accumulo (ETF)Fineco43.93%
Liquidità & Conto DepositoRevolut31.50%
Portafoglio AzionarioRevolut19.85%
CriptovaluteCrypto.com4.72%

A questo si aggiungono 321 azioni di Nothing.inc — non valorizzate, non quotate su mercati pubblici. Ci ho creduto abbastanza da comprarle. Ne parlerò in un post a parte.

Guardando questi numeri, la prima cosa che salta all’occhio è la liquidità alta — quasi un terzo del patrimonio fermo su Revolut. Non è pigrizia: parte è fondo di emergenza, parte è capitale che sto valutando dove allocare. Ma è anche il numero su cui voglio lavorare di più nel 2026.


Il pilastro: il PAC su ETF

Il piano di accumulo è la parte di cui sono più soddisfatto. Quasi il 44% del patrimonio, costruito mese dopo mese con versamenti costanti su Fineco. Non controllo il mercato, non cerco il momento giusto per entrare. Compro ogni mese, qualunque cosa stia succedendo.

Ho capito una cosa che sembra banale ma non lo è: il PAC funziona non perché è lo strumento migliore in assoluto, ma perché toglie la decisione dall’equazione. E togliere la decisione, quando si tratta di soldi, il più delle volte è un vantaggio.


Il portafoglio azionario: il vizio consapevole

Il 19.85% in azioni singole su Revolut è la parte che mi diverte di più e che probabilmente mi rende di meno. Lo stock picking è un vizio — lo so, lo accetto. La maggior parte degli studi dice che battere il mercato nel lungo periodo è quasi impossibile per un investitore retail. Eppure continuo.

La mia regola è questa: il portafoglio azionario non deve mai superare una certa percentuale del totale. Finché il PAC resta il pilastro, posso permettermi di sbagliare qualche singolo titolo senza che faccia danni irreparabili.


Le crypto: da protagoniste a comparsa

Il 4.72% in criptovalute racconta più di qualsiasi altro numero la mia evoluzione come investitore. Ho iniziato con le crypto come se fossero il futuro garantito. Oggi le tengo come una piccola scommessa su tecnologie che trovo interessanti — niente di più.

L’arco è stato questo: euforia totale → perdite significative → ridimensionamento → allocazione marginale e consapevole. È un percorso che credo facciano in molti, ma che pochi ammettono pubblicamente. Io l’ho fatto, e ne sono uscito con una lezione che vale più di qualsiasi guadagno avrei potuto fare: non investire mai più di quello che puoi permetterti di perdere del tutto.


Le lezioni che mi porto nel 2026

La pazienza è l’unico vantaggio competitivo che chiunque può avere

Il mercato non premia chi è più sveglio. Premia chi aspetta. Chi ha lo stomaco di non vendere quando tutto crolla, e la lucidità di non comprare tutto quando tutto sale. Sembra semplice. Non lo è.

Il costo emotivo degli investimenti è sottovalutato

Vedere un investimento in rosso del 20% e dover scegliere se vendere o mantenere non è un esercizio matematico. È un esercizio psicologico. E la maggior parte delle volte, la mente ti porta a fare la cosa sbagliata nel momento sbagliato. Ho capito che costruire una strategia non basta. Devi anche costruire la tua tolleranza al rischio — e quella si costruisce solo sbagliando, purtroppo.

La liquidità non è un fallimento

Per tanto tempo ho vissuto la liquidità come soldi che “sprecavo” tenendo fermi. Ho cambiato prospettiva: la liquidità è flessibilità. È la capacità di agire quando si presenta un’opportunità, o di reggere un momento difficile senza dover liquidare investimenti in perdita. Il 31% che ho tenuto su Revolut nel 2025 mi ha dato quella flessibilità. La domanda per il 2026 è: quanto mi serve davvero?

Strumenti nuovi, vecchie trappole

Ho esplorato software AI per il trading — ne ho parlato qui. Alcune cose sono interessanti. Ma ho imparato a usarli come supporto, non come sostituti del ragionamento. Chi ti vende la certezza, in finanza, ti sta vendendo una bugia.


Cosa rifarei diversamente?

Inizierei prima il PAC. Leggerei prima i libri giusti. Spenderei meno tempo a cercare il colpo grosso e più tempo a capire i fondamentali. Soprattutto: non investirei mai soldi che non posso permettermi di perdere. E probabilmente allocherei meno liquidità e più ETF fin dall’inizio.

Non è una risposta rivoluzionaria. Ma è quella vera.


Questo post è il punto di partenza. Ogni trimestre aggiornerò la situazione — con i numeri reali, le decisioni prese, e gli errori che avrò fatto nel frattempo. Il prossimo aggiornamento è previsto per fine marzo 2026.


Alberto

Commenti

Rispondi

Scopri di più da Alberto Zoppi

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere