The Departed

Pistoia, marzo 2026


di Martin Scorsese | 2006 | Crime / Thriller | 149 min.


The Departed è il film che ha fatto vincere a Martin Scorsese il primo Oscar per la regia — dopo una carriera che aveva già prodotto Taxi Driver, Toro scatenato, Quei bravi ragazzi, Casinò. La cosa fa riflettere. Non tanto perché The Departed non lo meriti, ma perché dice qualcosa su come l’Academy funziona: a volte premia il film, a volte premia la carriera.

The Departed è un grande film. È teso, ben costruito, recitato da un cast che non ha difetti. Non è il miglior Scorsese — non tocca le vette emotive di Quei bravi ragazzi, non ha la grandiosità epica di Casinò — ma è cinema adulto, preciso, che sa quello che vuole fare e lo fa senza sbavature.


Due talpe, una città, nessuna via d’uscita

Boston, anni 2000. Frank Costello è il boss della malavita irlandese della città — un uomo che ha costruito il suo impero con metodicità e brutalità, infiltrando uno dei suoi uomini, Colin Sullivan, all’interno della polizia. La polizia, a sua volta, ha avuto la stessa idea: ha reclutato Billy Costigan, un giovane agente con un passato criminale in famiglia, e lo ha mandato a infiltrarsi nella banda di Costello.

Due specchi uno di fronte all’altro. Due uomini che vivono vite false, che non sanno più chi sono, che passano ogni giorno nella paura di essere scoperti. La struttura è quella del film di origine, l’hongkonghese Infernal Affairs — un film che Scorsese dichiarò di aver visto solo dopo aver finito di girare il suo, per non esserne condizionato. Che ci sia riuscito o meno, il risultato è comunque qualcosa di proprio: Boston non è Hong Kong, la mafia irlandese non è la triade cinese, e la sensibilità di Scorsese verso le radici culturali del crimine organizzato trasforma il materiale di partenza in qualcosa di radicato.


Il cast: un lusso

Leonardo DiCaprio è Billy Costigan, e questa è la performance che ha convinto chi ancora dubitava di lui. Costigan è un uomo che si consuma dall’interno — non può dire a nessuno chi è davvero, non può uscire dal ruolo neanche per un momento, vive con la paranoia come compagna costante. DiCaprio lo porta con una tensione fisica che si sente in ogni scena: è un uomo che sta per spezzarsi, e tu lo sai, e aspetti.

Matt Damon è Colin Sullivan — la talpa nella polizia, l’uomo che ha tutto: la carriera, il rispetto, l’appartamento con vista. Damon porta il personaggio con una fredda ambizione che funziona esattamente come serve: non lo ami, non lo odi del tutto, lo guardi fare le sue scelte sapendo che non è abbastanza intelligente per portarle fino in fondo.

Jack Nicholson è Frank Costello, il boss. È la prima collaborazione tra Nicholson e Scorsese, ed è anche la parte più discussa del film. Nicholson porta Costello con una teatralità che in certi momenti sfora nell’eccessivo — alcune scene sembrano più un one-man show di Nicholson che un personaggio integrato nel racconto. Eppure è difficile immaginare qualcun altro in quel ruolo. La sua presenza cambia la gravità di ogni scena in cui appare. Molte delle sue battute più bizzarre erano improvvisate sul momento.

Mark Wahlberg nel ruolo del sergente Dignam è l’unica candidatura all’Oscar del cast — un personaggio secondario ma indimenticabile, ruvido e sarcastico, che porta una leggerezza involontaria in un film che ne ha bisogno. Martin Sheen, Alec Baldwin e Ray Winstone completano un cast senza un punto debole.


Le X e i Rolling Stones: la firma di Scorsese

Scorsese ha disseminato nel film una serie di X — croci di nastro adesivo, finestre incrociate, ombre che si sovrappongono — come segnali visivi ogni volta che un personaggio sta per morire. È un omaggio esplicito a Scarface del 1932, in cui Howard Hawks usava lo stesso simbolo. Se lo cerchi, lo vedi ovunque. Se non lo cerchi, il film funziona comunque — ma quella X dietro a Billy nella scena dell’ascensore, una volta che l’hai vista, non la dimentichi.

La colonna sonora è firmata Howard Shore, ma il pezzo che rimane è I’m Shipping Up to Boston dei Dropkick Murphys, che apre il film con un’energia che stabilisce subito il tono. Scorsese usa la musica come sempre — con precisione e sicurezza — anche quando sceglie i Rolling Stones, che nella sua filmografia appaiono con una frequenza quasi comica. In questo film li usa due volte.


Curiosità per cinefili e appassionati

Brad Pitt e Tom Cruise dovevano essere i protagonisti. Nei primi sviluppi del progetto, i ruoli principali erano destinati a Brad Pitt e Tom Cruise. Entrambi erano interessati ma non riuscirono a conciliare gli impegni. DiCaprio e Damon subentrarono in fasi diverse dello sviluppo.

Nicholson puntò una pistola vera contro DiCaprio. In una delle scene chiave del film, Jack Nicholson aveva sul set una pistola vera. La reazione di DiCaprio — genuinamente spiazzato — fu registrata in tempo reale. Scorsese la tenne nel montaggio finale.

Nicholson aveva inizialmente rifiutato il ruolo. Alla prima lettura della sceneggiatura, Nicholson disse no. Fu convinto da Scorsese in un secondo momento. Si ispitò alla figura reale di James “Whitey” Bulger — il boss della malavita irlandese di Boston, inserito nella lista dei dieci criminali più ricercati dall’FBI — e improvvisò gran parte delle sue battute più memorabili. Rifiutò però categoricamente di indossare un cappello dei Red Sox: è da sempre tifoso dei New York Yankees.

Scorsese non aveva visto Infernal Affairs prima di girare. Nonostante The Departed sia un remake del film hongkonghese del 2002, Scorsese dichiarò di aver visto l’originale solo dopo aver terminato la lavorazione, per non esserne condizionato. La sceneggiatura di William Monahan aveva comunque già spostato il racconto in un contesto molto diverso.

Le riprese erano a New York, non a Boston. Nonostante il film sia ambientato interamente a Boston, la quasi totalità delle riprese si svolse a New York. Scorsese preferì la città per ragioni pratiche — il tax credit e la familiarità con i set — e per evitare possibili attriti politici con le istituzioni di Boston, che non erano entusiaste della rappresentazione della loro polizia.

Robert De Niro rifiutò il ruolo di Queenan. Il capitano Queenan, poi interpretato da Martin Sheen, fu offerto prima a Robert De Niro — storico collaboratore di Scorsese. De Niro declinò perché stava dirigendo The Good Shepherd. Per il ruolo di Dignam, Scorsese voleva Ray Liotta, che non era disponibile. Denis Leary e Ethan Hawke furono valutati prima di Wahlberg. Mel Gibson rifiutò il ruolo di Ellerby (poi di Alec Baldwin) perché stava girando Apocalypto.

DiCaprio rinunciò a The Good Shepherd per questo film. Per accettare The Departed, DiCaprio rinunciò al ruolo protagonista in The Good Shepherd di Robert De Niro — ruolo che andò poi a Matt Damon, liberatosi prima dalla lavorazione di The Departed. Una catena di rimpiazzi involontari che ha prodotto esattamente il cast giusto.

L’Oscar “compensativo” più famoso della storia. Scorsese aveva già perso l’Oscar per la regia con Quei bravi ragazzi (1990), Casinò (1995) e Gangs of New York (2002). Quando vinse per The Departed, i tre presentatori — Francis Ford Coppola, George Lucas e Steven Spielberg — furono scelti appositamente come omaggio alla generazione di registi a cui Scorsese appartiene. Jack Nicholson, in platea, alzò il pugno.


Perché vale la pena vederlo

The Departed è cinema di genere al massimo del suo potenziale: un thriller che usa la struttura del gioco degli specchi — chi controlla chi, chi sa cosa, chi sopravviverà — per costruire una tensione che non allenta mai per due ore e mezza. Non ha la profondità emotiva dei migliori Scorsese, ma ha qualcosa che quei film non hanno sempre: il puro, irresistibile piacere di una macchina narrativa che funziona alla perfezione.

Se non l’hai mai visto, hai davanti una delle migliori serate cinematografiche che il cinema americano degli anni 2000 possa offrirti. Se lo hai già visto, sai già di quella X nell’ascensore.

IMDb8.5 / 10
Rotten Tomatoes critici91%
Rotten Tomatoes pubblico96%
Metacritic85 / 100
Il mio voto⭐ 7.5 / 10

Scheda — Regia: Martin Scorsese  |  Anno: 2006  |  Durata: 149 min.  |  Sceneggiatura: William Monahan  |  Cast: Leonardo DiCaprio, Matt Damon, Jack Nicholson, Mark Wahlberg, Martin Sheen, Alec Baldwin, Vera Farmiga  |  4 Oscar (Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Montaggio, Miglior Sceneggiatura Non Originale)  |  Disponibile su: Prime Video, Netflix

Alberto

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