Tenet — Recensione

di Christopher Nolan   |   2020   |   Azione / Fantascienza / Thriller   |   150 min


Prima impressione

Tenet è il film di Nolan più difficile da amare. Non perché sia brutto — non lo è. È difficile da amare perché non te lo chiede. Non vuole la tua empatia, vuole la tua attenzione. Ha costruito un labirinto narrativo in cui ogni pezzo si incastra con precisione ingegneristica, e si aspetta che tu stia al gioco senza fermarti a chiedere perché dovrebbe importarti qualcuno in quel labirinto.

Il rispetto te lo guadagna. L’amore no.


Trama e temi

Un agente della CIA senza nome — nei titoli di coda accreditato come “the Protagonist” — sopravvive a un’operazione in un teatro dell’opera a Kiev e viene reclutato da un’organizzazione segreta chiamata Tenet. Scopre l’esistenza dell’inversione: una tecnologia che permette a oggetti e persone di muoversi all’indietro nel tempo invertendo la loro entropia. Qualcuno nel futuro sta assemblando un algoritmo che, completato nel passato, distruggerebbe il presente. Il villain è Andrei Sator, oligarca russo con accesso a materiali invertiti, che tiene in ostaggio la moglie Kat — l’unico personaggio del film per cui Nolan ci chieda esplicitamente di preoccuparci.

Il tema centrale è l’entropia — la freccia del tempo. “What’s happened, happened” è il mantra del film, il suo ancoraggio filosofico: il futuro è già scritto, e le azioni nel passato non cambiano il presente perché il presente è già la conseguenza di quelle azioni. È una forma di determinismo assoluto, e Nolan la usa per costruire una struttura narrativa circolare in cui causa ed effetto si confondono.

È un’idea affascinante. Il problema è che Nolan è così concentrato sulla meccanica di quell’idea che dimentica di darle un peso emotivo.


Regia

Le sequenze di inversione sono tra le cose più originali viste al cinema negli ultimi vent’anni. Nolan ha costruito scene in cui due eserciti combattono simultaneamente — uno che avanza nel tempo normale, uno che retrocede — e ha girato tutto con macchine da presa reali, senza effetti digitali. Il coordinamento logistico richiesto è quasi impossibile da immaginare.

C’è però un problema di ritmo. Tenet non respira mai. Nolan passa da un’informazione all’altra con una velocità che non lascia allo spettatore il tempo di capire cosa sta guardando, tantomeno di sentirlo. La macchina narrativa gira a pieno regime dall’inizio alla fine — ed è esattamente questo il limite: un motore che non si ferma mai è anche un motore su cui non sali davvero.


Aspetti tecnici

La fotografia di Hoyte van Hoytema è impeccabile — come sempre nelle sue collaborazioni con Nolan. Le sequenze in Amalfi, in Estonia, in Norvegia sono visivamente straordinarie. Il film è girato in sette paesi e ogni location porta qualcosa di preciso.

La colonna sonora di Ludwig Göransson — al posto del tradizionale Hans Zimmer, impegnato su Dune — è una delle cose meglio riuscite del film. Göransson costruisce qualcosa di denso e percussivo che funziona come secondo strato narrativo, segnalando il ritmo dell’inversione attraverso la musica stessa.

Il suono è il punto più controverso. Nolan ha mixato la colonna sonora a volume superiore ai dialoghi in modo deliberato. Le lamentele di chi non riusciva a capire le battute erano diffuse e prevedibili. Nolan ha risposto che era una scelta artistica. Lo era. Non significa che funzioni.


Il cast

John David Washington porta il Protagonista con carisma e fisicità — le sequenze d’azione sono credibili. Ma il personaggio è costruito per essere un contenitore, non una persona. Non ha nome, non ha passato, non ha un arco emotivo riconoscibile. È funzionale alla meccanica del film.

Robert Pattinson è Neil, e in un film di personaggi-funzione è l’unico che riesce a portare qualcosa di umano. C’è calore nelle sue battute, ironia nella sua postura. Il rapporto tra il Protagonista e Neil è il cuore del film — ma Nolan lo rivela così tardi, e in modo così obliquo, che quasi non ha il tempo di atterrare.

Elizabeth Debicki è la coscienza emotiva del film, l’unico personaggio per cui ci sia chiesto di preoccuparci davvero. Ci riesce, nonostante le sia dato poco con cui lavorare. Kenneth Branagh è il villain con accento russo che fa del suo meglio con un personaggio scritto come pura funzione narrativa.


La produzione

Budget di circa 200 milioni di dollari, interamente finanziato da Warner Bros. Nolan ha negoziato una finestra di esclusiva cinematografica di quarantacinque giorni prima della distribuzione digitale — in un momento in cui le piattaforme streaming premevano per finestre più corte.

Per la sequenza dell’hangar, Nolan ha acquistato un Boeing 747 reale e lo ha fatto schiantare contro l’edificio — perché costruire la scena in CGI sarebbe costato di più. È il tipo di decisione che solo Nolan può permettersi, e che dice tutto sul suo approccio alla regia: se puoi farlo per davvero, fallo per davvero.


Accoglienza

Tenet è stato il primo grande film di uno studio a uscire in sala durante la pandemia COVID-19 — in Europa ad agosto 2020, negli Stati Uniti a settembre. Il risultato al botteghino — circa 363 milioni di dollari nel mondo su un budget di 200 — è stato deludente per gli standard di un film di quella portata, anche considerando le restrizioni delle sale.

La critica divisa: 69% su Rotten Tomatoes, 69 su Metacritic. Il pubblico meglio: 77%. IMDb: 7.3/10. È uno dei film di Nolan con il punteggio più basso, ma nessuno lo ricorda come un fallimento — perché non lo è.


Curiosità

Il Boeing 747 era reale. Nolan ha acquistato un aereo dismesso da una compagnia aerea in fallimento e lo ha fatto schiantare contro l’hangar. Costava meno che costruire la scena in CGI.

Il titolo è un palindromo. Si legge uguale da sinistra a destra e da destra a sinistra — come il meccanismo narrativo del film.

Pattinson non ha letto la sceneggiatura. Ha accettato il ruolo dopo che Nolan gli ha descritto il personaggio a voce. Nessuna pagina letta prima di dire sì.

Göransson al posto di Zimmer. Hans Zimmer — collaboratore storico di Nolan — era impegnato su Dune. Ludwig Göransson ha vinto un Grammy per la colonna sonora di Tenet.

Michael Caine appare per tre minuti. È la sua nona collaborazione con Nolan. Il cameo era talmente breve che Caine ha dichiarato di non aver capito di cosa parlasse il film dopo averlo visto.


Valutazione finale

Tenet è il tipo di film che rispetti più di quanto lo ami. La meccanica è impeccabile, la messa in scena è spettacolare, l’ambizione non ha paragoni nel cinema mainstream degli ultimi anni.

Ma è un film che ti tiene fuori. Ti lascia guardare dall’esterno una macchina che gira perfettamente, senza invitarti dentro. Interstellar aveva Cooper che guardava i video di Murph e piangeva. Inception aveva Cobb e la trottola. Tenet non ha quel momento — o ce l’ha, ma arriva troppo tardi e troppo in fretta per poter fare il suo lavoro.

Vale la pena vederlo. Vale anche la pena rivederlo. Ma non aspettarti di uscire con qualcosa da portarti via.

Fonte Voto
IMDb 7.3 / 10
Rotten Tomatoes (critici) 69%
Rotten Tomatoes (pubblico) 77%
Metacritic 69 / 100
Il mio voto ⭐ 7.5 / 10

Alberto

Dove vederlo: Netflix  ·  Prime Video

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